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Il comune di Venaus appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

A.N.C.R. (Associazione Nazionale Combattenti e Reduci)

Nome Descrizione
Indirizzo Via Roma n.4
Telefono 0122.50110
Sede Via Roma n.4
Presidente Rossetto Paolo
La sezione di Venaus, costituita nel 1927 dai Combattenti e Reduci della guerra 1915-1918 (ora tutti deceduti), attualmente è composta dagli ex Combattenti della guerra 1940-1945 e da coloro che parteciparono alla Resistenza come "Partigiano Combattente" (i caduti del nostro paese nella guerra 1915-1918 furono sedici, nella guerra 1940-1945 furono sei).
In onore dei caduti di tutte le guerre, nel 1975, fu eretto nel giardino delle scuole elementari un Cippo in sostituzione del "Campo della Rimembranza" e, nel 1983, con il contributo dei Combattenti e Reduci delle unità militari operanti sul fronte del Moncenisio nel giugno 1940, fu eretto un secondo Cippo presso la Frazione Bar Cenisio (SS 25), a ricordo dei caduti nelle operazioni di militari dell'ottavo settore dell'Artiglieria Guardia della Frontiera, della Divisione Cagliari e della Brennero, nonché di diversi Raggruppamenti Divisionali degli Alpini, Genio e Carristi della Trieste.

Cenni di Storia Militare riguardanti il territorio di Venaus

A seguito del Trattato di Villafranca del 11 luglio 1859, tra il Regno di Sardegna, la Francia e l'Austria, il Re Vittorio Emanuele II dovette cedere la Savoia a Napoleone III e così Venaus si trovò ad essere terra di confine. Con la Triplice Alleanza, stretta tra Regno d'Italia, Germania e Austria, e con l'occupazione della Tunisia ad opera della Francia, lungo il confine tra i due Stati furono quindi intraprese numerose opere di fortificazione militare (forti, caserme difensive, caserme per il deposito di viveri, munizioni e truppe), nonché strade per l'accesso alle suddette. Sul territorio di Venaus furono costruite tre caserme a Bar Cenisio (1480 m. slm) due delle quali demolite e una riconvertita ad abitazione civile. Un'altra fu costruita al passo Avanzà (2550 m. slm), attualmente ben ristrutturata e adibita dalla Pro Loco a Rifugio dotato di 24 posti letto.
A seguito dell'avvento del fascismo nel 1922, dal 1930 vi fu una ripresa del potenziamento delle opere di difesa sul confine delle Alpi.
Sul territorio di Venaus vennero costruite strade carrozzabili, mulattiere e fortificazioni dell'allora definito "Vallo del Littorio"; a protezione della Valle di Susa, infatti, furono progettate consistenti opere sia al valico del Moncenisio, primo fronte, sia in Val Cenischia, secondo e terzo fronte.
In particolare, il secondo fronte comprendeva: un fortino presso le case dell'Arcangel, uno ai Pareni, con postazioni per cannoncini e mitragliatrici, un altro presso la ex dogana del Molaretto e, infine, uno a quota 650 m. slm, in regione Giaglione, gallerie scavate nella roccia in regione Barma, per il ricovero delle truppe, una galleria sulle pendici del Rocciamelone in località Orsignol. Il terzo fronte, per la parte che interessa il territorio di Venaus, era costituito da: un fosso anticarro (attualmente ne è visibile una parte in regione Stadio) con ai lati una galleria per il ricovero della truppa, una galleria a fianco della strada provinciale Susa - Novalesa, in località Cornale, un'altra sulle pendici del Monte Pampalù, l'ultima nelle vicinanze dell'imbocco del tunnel Giaglione dell'autostrada del Frejus. Le suddette opere, iniziate nel 1939, non furono ultimate quando venne dichiarata guerra alla Francia, ma sono comunque attualmente ben visibili i resti, anche se, con il Trattato di pace, all'Italia fu imposta la demolizione di tali fortificazioni militari e la muratura degli accessi alle gallerie.
Tra il 1930 e il 1940 furono inoltre costruiti quattro gruppi di casermette per il ricovero delle truppe: uno nel capoluogo (che, dopo un'adeguata ristrutturazione, è attualmente utilizzato in parte dal Comune, in parte da privati), gli altri tre nelle frazioni montane di San Martino (900 m. slm), Molaretto (1100 m. slm) e Bar Cenisio (1500 m. slm), oggi adibiti a case per il soggiorno estivo da enti ecclesiastici della provincia di Torino, odierni proprietari.
Negli anni che precedettero la seconda guerra mondiale, il territorio di Venaus fu sede di numerosi campi estivi militari per l'addestramento e l'esercitazione, sia a bassa che ad alta quota. Nel capoluogo vi era la presenza dell'artiglieria ippotrainata e someggiata, nonché del genio militare minatori e bersaglieri; nel primo gruppo delle casermette erano stanziati gli artiglieri dell'Ottavo Settore dell'Artiglieria Guardia alla Frontiera, i quali, a turno, prestarono servizio alle batterie Paradiso e La Cout del Moncenisio, utilizzando come base intermedia la caserma Passo Finestre. Da quota 900 m. slm a 2000 m. slm, oltre ai presidi delle tre casermette da parte della Fanteria Guardia alla Frontiera, gli accampamenti estivi comprendevano reparti di Alpini - Fanteria - Artiglieria Pesante e Bersaglieri.

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