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Associazione Alpini di Venaus

Il gruppo A.N.A. di Venaus, fondato nel 1923, è il terzo (in ordine di costituzione) dei Gruppi della "Sezione Valsusa".
Associazione Alpini Sez. Venaus - Logo Il primo Capogruppo, dal 1923 al 1936, fu Biagio Caffo, poi si susseguirono: Francesco Borello dal 1937 al 1947; Silvestro Caffo dal 1948 al 1952; Adolfo Marcellino dal 1953 al 1979; Romano Garrone dal 1980 al 1996; Sergio Guglielmo dal 1997 al 1999; dal 2000 ad oggi Andrea Tournour.
Il Gruppo è attualmente composto da 120 iscritti: 102 alpini e 18 amici, alcuni dei quali sono impegnati attivamente nella squadra Val Cenischia della protezione civile A.N.A. Val Susa.
Proprio l'apertura del Gruppo agli amici costituisce il principale elemento di novità di questi ultimi anni. Si tratta di persone che, pur non avendo prestato il servizio militare nelle truppe alpine, vivono nel loro animo l'"alpinità", quella fede verso i valori più puri quali l'amicizia, l'altruismo, lo spirito di sacrificio che sempre hanno contraddistinto noi alpini. La sede del Gruppo è ubicata in Via Roma n.4, ricavata (anche grazie al contributo dell'Amministrazione comunale) in un locale del Municipio ed è stata inaugurata il 10 novembre 1985 con una bella cerimonia alla presenza delle autorità civili, del cappellano della Sezione don Rinaldo Trappo, del parroco don Giuseppe Ugetti, del Presidente della Sezione Franco Badò, del capogruppo Romano Garrone e della popolazione. La sede, punto d'incontro e di aggregazione, rimane aperta a tutti ogni primo venerdì del mese.
immagine ingrandita Associazione Alpini di Venaus - Savnic Montenegro (9-8-1942) (apre in nuova finestra) Altro momento di aggregazione è rappresentato dalla festa che si svolge generalmente a luglio, nella suggestiva località di Fondo Bar, quando, a seguito della S. Messa al campo celebrata dal nostro parroco, alpini, amici e simpatizzanti si ritrovano per il pranzo e per trascorrere il pomeriggio tra vari svaghi, concludendo con una "merenda sinoira". Non solo. Ogni anno, a settembre, soci, amici e simpatizzanti, organizzano una gita per scoprire o riscoprire le tante località turistiche della nostra penisola.
Il Gruppo partecipa, d'intesa con l'Associazione Combattenti, alle manifestazioni del 25 aprile e del 4 novembre e dal 1940 è presente all'adunata nazionale, occasione questa per rinsaldare i vincoli di amicizia con schiettezza e cordialità.
Il Gruppo di Venaus è stato ed è, per prodigalità, solidarietà e gratitudine, sinonimo di presenza viva tra gli stessi abitanti del paese.
Nel gennaio 1885 una valanga di vaste proporzioni sommerse rustici e abitazioni, procurando la morte di alcune persone. La sciagura del 1885 viene così riportata dal Can. Giuseppe Calabrese nel libro sulla vita e le opere del Mons. Rosaz; "L'autorità militare provvide immediatamente ed una compagnia di alpini accorse con lodevole prontezza per i salvataggi.
A Venaus, ove non si conosceva quasi neppur più il luogo delle borgate, i soldati furono condotti dal sacerdote don Luigi Rossetto che si trovò dinanzi alla casa paterna sprofondata e coperta di neve.
Il male, già gravissimo, era peggiorato dal fatto, che sotto la casa trovavansi la madre del sacerdote con parecchie altre persone. In seguito alle indicazioni date da don Rossetto e da altre persone del luogo, si fecero scavi nella neve durissima mista a pietre e legna, portate dalla valanga.
Dopo molte fatiche si poterono salvare i miseri interrati che dovettero la salvezza alla resistenza dei soffitti e delle volte delle stalle, ove la maggior parte erano ricoverati.
Tuttavia a Venaus le persone uccise furono sei". (In questo caso, furono gli alpini del battaglione "Val Dora" che si resero protagonisti dell'opera di sgombro e dei soccorsi e il fatto divenne anche oggetto di un rievocativo quadro d'epoca che porta il nome di chi guidò l'operazione, il furiere maggiore Torassa).
Nella notte tra il 4 ed il 5 gennaio 1983, invece, un incendio sviluppatosi da un camino di un'abitazione privata e propagatosi a causa di un forte vento, distrusse sette alloggi, sei fabbricati rurali, danneggiò il tetto della chiesa parrocchiale ed uccise alcuni capi di bestiame. In questa triste occasione gli alpini della Sezione A.N.A. Val Susa e del Gruppo Artiglieria Montana "Pinerolo", unitamente ad altri volontari, per tre mesi si impegnarono nella ricostruzione dei fabbricati danneggiati o distrutti, ricevendo gli elogi dell'allora Ministro dell'Interno, On. Oscar Luigi Scalfaro, venuto in visita l'11 novembre dello stesso anno.
Negli ultimi anni gli alpini di Venaus hanno realizzato, in collaborazione con l'Amministrazione comunale e l'Associazione Combattenti, il monumento ai caduti (inaugurato il 4 novembre 1976), hanno provveduto alla ristrutturazione del pilone dedicato alla Madonna del Rocciamelone (1994), alla tinteggiatura della facciata della Cappella di Bar-Cenisio (1995), alla sistemazione, unitamente alla Protezione Civile, dei locali parrocchiali che sono autogestiti da anziani e ragazzi durante l'estate, alla sistemazione dell'area adiacente la parrocchia di S. Biagio, dedicata al tempo libero (1999).
Il 7 ed 8 dicembre 2003, in occasione dei festeggiamenti per i primi 80 anni nella Chiesa parrocchiale, si è tenuto il concerto della Fanfara A.N.A. Val Susa e il lunedì, giorno della manifestazione vera e propria, si è svolta la sfilata per le vie del paese, seguita dalla S. Messa in ricordo dei caduti.

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