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Spadonari di Venaus

immagine ingrandita Spadonari - Foto Storica (apre in nuova finestra) Conosciuta come uno dei momenti più singolari del folclore delle Alpi Cozie la Danza della Spada di Venaus si ripete ciclicamente ogni anno con gesti precisi celando il suo significato rituale.
La tradizione gestuale, i vecchi costumi i copricapo fioriti sembrano essere oggi l'unica testimonianza per una ricostruzione storica.
Le antiche carte conservate negli archivi subalpini non ne hanno lasciato notizie forse perché, data la sua natura essenzialmente popolare, la danza non aveva motivo di essere menzionata in documenti di carattere pubblico ed amministrativo.
Vi è però un'eccezione: nel 1663 si celebrò il matrimonio del giovane Duca Carlo Emanuele II che, per volontà di sua madre Cristina di Francia, era giunto all'età di dare quanto prima un erede al trono. Nella descrizione di quelle nozze da parte dell'Abate Valeriano Castiglione edite a Torino nel 1663, dove si sofferma a parlare dell'ingresso che fecero le reali altezze nella città di Susa, leggiamo: "Ivi salutati da strepitose salve di moschetterie e di artiglierie del forte (la cittadella di S. Maria) videro l'essercitio di trenta giovani comparsi ad armeggiar con molta destrezza spadoni".
immagine ingrandita Spadonari e Savoiarde - Foto Storica (apre in nuova finestra) L'esibizione si svolse ne " li prati di Venaus " dopo il passaggio del Moncenisio da parte della Corte e di tale passaggio si trova scritto nelle parcelle del Sindaco Giovanni Mainardo di Mattie "li 19 aprile il giorno che madama la Duchessa harivò in susa nel suo matrimonio ho pagato al'hostaria del Angel (l'Osteria dell'Angelo del Borgo Inferiore di proprietà della famiglia Caroli nel 600 era una delle famose locande segusine) lire 3 ducali per il disnare o sia merenda di noi sindaci e liotto tirano osia maestri di spada che sono andatti a tirar col spadone di ordine S. r. Governatore in detta venutta".


Descrizione degli Spadonari

immagine ingrandita Tipico Spadonaro (apre in nuova finestra) Gli Spadonari di Venaus costituivano fino ai giorni nostri una società di giovincelli del paese i quali nei di della loro pubblica mostra il capo chiuso in una specie di elmo con piume lunghe e nastri di vari colori brandivano enormi spadoni e vestivano una strana fantastica assisa imitanti i guerrieri del Medioevo.
Solevano camminare a salti l'un dopo l'altro o a due a due volgendosi a misurati tratti addietro inverso ai compagni sorvenienti e battenti con essi la lama della lunga durlindana.
Testimone più recente nell'anno 1936 il 17 maggio G. Vidossi annotava che: si inaugurava a Venaus un nuovo tronco di strada e le danze facevano parte dei relativi festeggiamenti...
Un'area antica per accompagnare le danze non esiste l'arte della danza è ereditaria e si tramanda nelle famiglie che hanno per così dire il privilegio da padre in figlio.


Festa di S.Biagio e S.Agata

immagine ingrandita Spadonaro e Savoiarda (apre in nuova finestra) Ancora oggi la danza della Spada è una realtà viva e importante di Venaus e viene praticata con precise modalità rituali nei giorni della Festa dei SS. Patroni Biagio (3 febbraio) ed Agata (5 febbraio), la domenica successiva a S. Agata (ottava) e la domenica successiva al 05 agosto in occasione della Festa della Madonna delle Nevi nella Frazione montana di Bar Cenisio.
Personaggi della festa domenicale di S. Biagio e S. Agata sono, oltre agli Spadonari le Autorità religiose, la Compagnia del SS. Sacramento, la Confraternita del SS. Rosario, le Autorità comunali, i rappresentati delle varie associazioni e tutta la popolazione Venausina.
La giornata celebrativa inizia ufficialmente alle dieci davanti al Municipio (circa tre quarti d'ora prima i quattro Spadonari si radunano a casa di quello che fra loro abita più vicino alla Chiesa per consumare una colazione a base di Vin Brulè e focaccia.
A questa riunione partecipano anche gli Spadonari non più in carica, anzi lo spirito del piccolo cenacolo è anche quello di rendere omaggio e ricordare i danzatori del passato.
immagine ingrandita Spadonaro - Primo Piano (apre in nuova finestra) Successivamente gli Spadonari raggiungono le autorità civili e la Banda Musicale davanti all'edificio Municipale e si forma successivamente un piccolo corte che raggiunge il sagrato della Chiesa con i danzatori in testa a passo di marcia seguiti dai musicanti, ed entrano quindi in Chiesa per partecipare alla formazione dell'imminente processione.
Il corte religioso è aperto da tre chierichetti recanti la croce astile seguiti dai bambini, le donne, i rappresentanti dei Vigili del Fuoco e da due Spadonari.
Quattro ragazze della confraternita del SS. Rosario portano la statua di S. Agata precedute e seguite dalla Priore con lungo velo bianco che scende dal capo (anticamente le priore erano vestite con il tipico costume savoiardo) e reggono in mano dei grossi ceri accesi.
Seguono la società Filarmonica e la Compagnia del SS. Sacramento aperta dalla crocifera affiancata da due lanterniere, quattro ragazzi portano la statua di S.Biagio affiancate da quattro priore della compagnia del SS. Sacramento con a seguito gli altri due Spadonari, chiudono il corteo il clero e la popolazione maschile.
Al rientro della processione gli Spadonari si dispongono in piedi a quattro lati dell'altare con l'arma puntata in terra, solo "all'Offertorio" si inginocchiano sulla gamba destra, la spada sempre puntata a terra e salutano militarmente portando la mano destra alla fronte.
Ad ultimazione della Messa escono sul sagrato della Chiesa ed accompagnati dalla Banda musicale danno spettacolo con le loro danze.


I Tipi di Danza

immagine ingrandita Danza degli Spadonari (apre in nuova finestra) Le danze degli Spadonari sono quattro: Punta, Quadrim Salto e Cuori.
L'inizio delle stesse è condizionato dal via del Direttore musicale e, al suo segnale, la banda inizia a suonare e gli Spadonari a danzare.
Il primo gruppo di danze e quello della Punta e Quadri. La prima è una danza in linea con gli Spadonari che restano sempre allineati, mentre nella seconda si dispongono a quadrato.
Tradizionalmente la Punta era la danza di saluto che al mattino apriva lo spettacolo ed al pomeriggio lo chiudeva.
Il nome deriva dal fatto che per quattro volte gli Spadonari puntano l'arma in avanti contemporaneamente e questo movimento è detto "Saluto alla Spada".
Terminati i due balli e dopo l'intermezzo musicale affidato alla Banda, ha inizio il "Salto e Cuori".
Anche di queste due danze la prima è in linea e può essere considerata una variante iniziale della Punta, in cui, gli Spadonari, al posto del "Saluto alla Spada" saltano girando completamente su se stessi.
Nella Cuori la disposizione è a croce - rombo.


Costumi

immagine ingrandita Spadonaro - Retro Costume (apre in nuova finestra) Gli Spadonari di Venaus vestono corpetti di velluto chiusi sul davanti da nastri colorati che hanno un colore tendente al marrone scuro e sono ornati con frange che fungono anche da spalline e da ricami e decorazioni varie sia sul davanti che sul retro del corpetto.
I vistosi copricapi fioriti da cui partono lunghi nastri colorati che scendono lungo la schiena, sono fermati in testa da un altro nastro cucito ai lati e annotato sotto il mento.
Sotto il corpetto indossano una camicia bianca e cravatta scura i pantaloni sono neri con una sottile banda dorata e le scarpe nere.
Completamento l'abbigliamento i guanti bianchi e copripolso colorati e lavorati all'uncinetto.
La spada è ricurva, lunga circa un metro e mezzo, con impugnatura lavorata e l'elsa mobile.
Le borchie e le rifiniture oltre che servire al bilanciamento dell'arma rispondono anche ad un fine estetico curato personalmente dallo Spadonaro.

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